“La mia vita mi fa perdere il sonno sempre, mi fa capire che è evidente la differenza tra me e te poi mi chiedi come sto e il tuo sorriso spegne i tormenti e le domande a stare bene, a stare male, a torturarmi a chiedermi perché.” Tiziano Ferro, La differenza tra me e te
Una generazione in sofferenza, una generazione in movimento. Senza lavoro, con poche opportunità, e una politica fragile davanti agli occhi. E la speranza di riuscire a cambiare le cose, di recuperare una solidarietà fra persone, di dare senso ad un impegno nella società. Gli occhi rivolti al futuro, lucidi nel riaffermare le battaglie antifasciste delle generazioni che ci hanno preceduto, per la democrazia e i diritti umani. Siamo noi.
“Per il poeta che non può cantare, per l’operaio che non ha più il suo lavoro, per chi ha vent’anni e se ne sta a morire, in un deserto come in un porcile, e per tutti i ragazzi e le ragazze che difendono un libro, un libro vero.” Roberto Vecchioni, Chiamami ancora amore
È stato un anno di grande risveglio della società, in una situazione difficile per i lavoratori, le imprese, le famiglie. Siamo scesi in piazza con gli studenti, gli operai, le donne, il mondo della cultura, sui referendum, non per difendere privilegi corporativi, ma per reclamare una società diversa, in cui conoscenza, lavoro, cittadinanza, coesione, sostenibilità, possano essere pilastri di un rinnovato patto sociale. A noi sta l’intelligenza di portare avanti piattaforme più avanzate, a partire dai provvedimenti più urgenti: subito lavoro per i giovani e le donne, subito infrastrutture per il Mezzogiorno, subito provvedimenti contro la criminalità organizzata e l’evasione fiscale. A questo patto dobbiamo dare le gambe per camminare, organizzare una generazione.
“Per ogni cosa del mondo, finché il mondo girerà. Già si vedono lampi all’orizzonte però, nei tuoi occhi io mi salverò. Già si sentono, tuoni aprire il cielo però, grida forte e sai che correrò. Tutto cambierà.”
Neffa, Cambierà
Nel nostro futuro c’è l’Europa. Non l’Europa che guarda solo ai vincoli di bilancio e alla finanza, ma quella che vuole creare una cittadinanza forte e inclusiva. Quell’Europa che vuole sostenere la primavera araba e essere attore protagonista nel mondo per la pace e per i diritti umani, a partire da una soluzione per la questione palestinese. Non possiamo più aspettare e rimanere fermi a guardare il crescere di populismi e movimenti xenofobi, abbiamo bisogno della Tobin Tax, degli Eurobond, di una nuova legge elettorale europea per dare più legittimità e forza al Parlamento europeo e alla Commissione.
“Se c'è qualcosa da dire ancora, ce lo dirà, se c'è qualcosa da capire ancora, ce lo dirà.”
Ivano Fossati, canzone Popolare
Un legame spezzato, questa è oggi la democrazia nel nostro paese. La nostra generazione in particolare, che non ha vissuto altro che la parentesi berlusconiana, rischia di pensare che la politica è una grande truffa. Noi sappiamo che non solo non lo è, ma che è quanto di più bello ci possa essere: si nutre di etica, di solidarietà, di senso di giustizia, di preoccupazione per il futuro di una comunità. Però anche nella sinistra, talvolta, vediamo cedimenti sul valore della rappresentanza e una strisciante simpatia per il populismo, che può facilmente trasformarsi in sfiducia nei partiti. La rotta va invertita di 360 gradi. Un rinnovamento della classe dirigente vive solo se le istituzioni ritrovano credibilità e sobrietà e se migliora il rapporto fra partiti e società. Noi amiamo la politica che vive di battaglie quotidiane, di temi, di orizzonti, noi chiediamo una legge elettorale diversa.
“C'è una strada in mezzo al niente, piena e vuota della gente e non porta fino a casa se non ci vai tu.
Io voglio far qualcosa che serva dir la verità è un atto d'amore, fatto per la nostra rabbia che muore.” Afterhours, Il paese è reale
È l’autonomia di una generazione che si organizza. È una discussione che parte dalle idee e dalle sfide per l’Italia. Siamo nati tre anni fa che eravamo trenta persone intorno a un tavolo, con storie diverse, con le idee poco chiare sul futuro, adesso siamo un’organizzazione presente con i propri circoli in ogni comune, in ogni quartiere, pronta per appassionarsi e rilanciare un protagonismo democratico. I Giovani Democratici ad oggi sono militanza quotidiana, fra volantinaggi e feste dell’Unità, iniziativa politica, dai referendum alle elezioni universitarie, e discussione sulle idee e sulle proposte, in primo luogo nei seminari. Sono un’esperienza che sta crescendo e che ha ancora molta strada da percorrere. Non ci appassionano le conte puramente nominali o i dibattiti sui regolamenti, a cui troppo spesso siamo stati abituati nel nostro paese e nel nostro partito; vogliamo esprimere le nostre idee e affrontare i problemi dei territori in cui viviamo. “Il futuro mi interessa. È lì che passerò il resto della mia vita.”