Rassegna stampa

QUEI GIOVANI IMMIGRATI CHE NON ABBIAMO POTUTO FARE VOTARE

14 giugno 2011
Il paese delle stranezze: vota chi abita all'esterno e non chi vive in Italia!
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Ai seggi ci sono andati molti italiani e non solo: anche diversi non - ancora- italiani soprattutto giovani che, passata la tornata amministrativa, erano pronti a tornare ai seggi per dire la loro sul futuro del nostro paese, per dare una spallata a quel governo,e a quella Lega, che così tanto li fa sentire stranieri. Ma non erano presenti sui registri, né vi erano liste aggiuntive dove poterli cercare; la risposta era scritta proprio lì, su quella tessera elettorale che con tanta cura avevano conservato ed esibito: “può votare solo alle comunali e alle europee” era la frase che il presidente di seggio doveva spiegare, sentendosi anche quasi in colpa, al povero elettore, al quale non sono mancate frasi solidali da parte degli altri elettori presenti nel seggio. Questi giovani non potevano essere salvati da una chiamata che facesse cambiare le regole, anzi, guai a consegnare loro le schede. E se ne tornavano dunque delusi di essere stati “respinti”. Perché, già, alle barriere nazionali, culturali, o economiche si aggiungono anche quelle giuridiche, a dimostrazione che un problema sulla concessione della cittadinanza e del diritto di voto, specialmente ai giovani nati o cresciuti nel nostro paese in una famiglia di immigrati, è oggi scottante. Quando facciamo votare chi abita all'estero ma non chi vive tutti i giorni il paese.

Luigi Cino



 
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