Intervento

I Giovani Democratici per una legge contro l'omofobia

17 maggio 2011
Perchè non è civile un Paese che non condanna ogni forma di violenza
legge omofobia_bla bla

Ventuno anni fa, il 17 maggio del 1990, l’Organizzazione mondiale della sanità toglieva l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali.
Ventanni dopo, in 76 paesi del mondo, l’omosessualità è ancora condannata e punita con leggi severe, in 5 di questi paesi è prevista la pena di morte.
In Italia non esiste nessuna legge che tuteli le persone omosessuali e trans da violenza motivata da odio per un diverso orientamento sessuale o identità di genere
. Il 23 Maggio il Parlamento italiano avrà l’opportunità di approvare questa legge.

Facciamo nostre le parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
“La coesione sociale del nostro Paese è sottoposta a gravi tensioni. Inammissibili episodi di impudente aggressività e intolleranza si verificano con frequenza preoccupante. C’è preoccupazione per il persistere di discriminazioni e per i comportamenti ostili che tuttora permangono nei confronti dell’omosessualità. In occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia voglio esprimere perciò la mia preoccupazione per il persistere di discriminazioni e comportamenti ostili nei confronti di persone con orientamenti sessuali diversi. Si tratta di atteggiamenti che contrastano con i dettami sia della Costituzione, sia della Carta dei Diritti fondamentali della Ue. Non dobbiamo quindi ignorare l’invito del Parlamento europeo a trovare misure efficaci per abbattere questo tipo di discriminazioni.
E mentre da una parte deve essere apprezzata l’apertura di imprese italiane e straniere nei confronti di persone con diversi orientamenti sessuali e diverse unioni di vita, dall’altra occorre denunciare e contrastare in tutte le sedi e innanzitutto in sede politica, con costanza e fermezza, le aggressioni fisiche, gli atti di bullismo, le provocazioni verbali, quali quelle che hanno investito anche un autorevole membro del Parlamento italiano. E non bisogna sottovalutare i rischi che l’abitudine all’uso nel discorso pubblico di allusioni irriverenti, lesive della dignità delle persone, contribuiscano a nutrire il terreno sul quale l’omofobia si radica. L’ostentazione in pubblico di atteggiamenti di irrisione nei confronti di omossessuali è inammissibile in società democraticamente adulte. In altri Paesi democratici persone che hanno dichiarato i loro orientamenti omosessuali hanno potuto raggiungere posizioni di grande rilievo, ricoprire alte cariche anche pubbliche. Il nostro è un cammino che appare ancora lungo e difficile. Per questo è importate chela battaglia contro l’omofobia e le discriminazioni che ne derivano non sia condotta solo ad opera di meritorie avanguardie ma divenga un ben più vasto impegno civile. Non disperdiamo un prezioso patrimonio di libertà e di tolleranza, guadagnato nel corso della nostra storia. Mancheremmo di rispetto nei confronti di chi per costruire quel patrimonio ha saputo battersi con intelligenza, rischiare di persona con coraggio”.

I Giovani Democratici sostengono la legge contro l’omofobia, perchè non è civile un Paese che non condanna ogni forma di violenza.

 
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