Articolo

Liberi, sempre.

21 aprile 2011
Il 25 aprile per ricordare e per continuare a costruire un’Italia più libera, giusta e unita.

“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i Partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione.”

Era il 26 gennaio del 1955 quando Piero Calamandrei pronunciò queste parole in chiusura del suo “Discorso sulla Costituzione”, a poche settimane dal decennale della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Sono parole che ciascuno di noi ha riletto spesso, ripercorrendo ogni volta con la mente i luoghi dove la nostra libertà ebbe la possibilità di concretizzarsi. 

I luoghi della Resistenza possono trovarsi più vicino a noi di quanto si possa immaginare. Possono essere le valli a pochi chilometri da casa, gli edifici di archeologia industriale dove si organizzarono i primi scioperi contro il Regime o gli angoli delle nostre città dove vennero trucidati i Partigiani. Sono tutti luoghi dove è giusto, ogni volta che gli incontriamo, fermarsi a riflettere su quanto questo Paese sia migliorato grazie a delle ragazze e a dei ragazzi che fecero la scelta di resistere e di parteggiare per la democrazia

Il 25 aprile non è retorica, oggi più che mai. Non solo perché c’è chi vuole cambiare il primo articolo della Carta Costituzionale, non solo perché c’è chi propone l’abrogazione della norma transitoria in cui si vieta la riorganizzazione del Partito Fascista ma soprattutto perché la Repubblica che era stata immaginata, quella che ha come compito di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana”, non è stata realizzata: l’Italia del 2011 è fatta da sei milioni di lavoratori precari, da una disoccupazione giovanile che tocca quota 30%, da nessun ammortizzatore sociale capace di garantire continuità di reddito e da un Governo che delinea, come unica strada, una folle contrapposizione tra padri e figli. 

Con questo spirito festeggeremo il 25 aprile, portando le nostre bandiere ad ogni celebrazione, partendo dal grande corteo di Milano, per ricordare e per continuare a costruire un’Italia più libera, giusta e unita.

Buona Liberazione.

 
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